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martedì 25 luglio 2017

RECENSIONE: Le ragazze - Emma Cline

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SINOSSI:
Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un'occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di "squali che tagliano l'acqua". Poi il ranch, nascosto tra le colline. L'incenso, la musica, i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvertimenti, segni di ciò che sarebbe accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?
La storia raccontata ne Le ragazze è una storia che parla principalmente di adolescenza, e di tutti i motivi che portano alle ragazze - per l'appunto - ad avere quasi timore di questo periodo della propria vita. Ovviamente questo libro non parla solo di questo, in quanto il tema principale è quello dell'omicidio, del condizionamento. Un omicidio basato su una storia vera, quella della Family Manson, che se non conoscete vi invito a cercare delle informazioni su di essa.

Evie è la protagonista di questa storia, una ragazzina adolescente che nel corso del libro vedremo crescere, ma mai maturare del tutto. Evie, come ogni adolescente, è ricca di complessi e di pensieri per la sua vita passata, presente e futura, e in particolar modo per i problemi che le si presentano e che, in un certo senso, lei non riesce ad affrontare. I suoi genitori sono divorziati, lei odia sia la compagna di suo padre che i vari compagni di sua madre; la sua migliore amica Connie vorrebbe che lei fosse diversa, non avendola mai accettata del tutto. Ma ecco che, all'improvviso, nella sua vita compare Suzanne, una ragazza non affidabile ma che le fa provare un senso di fiducia e di protezione nel momento in cui la vede: anche noi lettori, proprio come la protagonista, sentiremo questa strana sensazione che ci prenderà dritto allo stomaco, desiderando di incontrare questo strano personaggio nelle pagine in cui non verrà nominata.
Incontreremo poi altri personaggi, come Helen e Donna, o Guy e Russell, anche quest'ultimo circondato da un alone di mistero attraente, a tratti terrificante e ad altri magnifico. Un uomo che, con un semplice tocco o con la tonalità giusta di voce, riesce a far cambiare idea alle persone che gli stanno intorno, organizzando e disfacendo con un semplice sguardo.

In questo libro ci vengono presentati tutti i problemi della vita con un linguaggio molto diretto, crudo. Emma Cline, infatti, parla senza metafore, senza secondi fini, ma ci scrive nero su bianco quello che vuole dire al lettore, facendolo rimanere - a volte - paralizzato dinanzi a questo tipo di scrittura.
Quando si parla di adolescenza, inevitabilmente si parla anche di prime volte: il primo bacio, il primo ragazzo, la prima volta, la prima sigaretta e, di tanto in tanto, anche la prima canna e la prima droga. E in questo libro si parla di tutto questo in una miscela ricca e dettagliata, anche se scritta solo in 334 pagine.

Noi lettori, molto spesso, proveremo pietà per Evie, una pietà sincera e in alcuni passaggi ci ritroveremo in questo personaggio fragile ed insicuro di sé stesso, con la paura del mondo e di ciò che gli circonda - o almeno, così è stato per me. Perché, nel momento in cui scopri che tutto quello che ti sta intorno in realtà non ti vede davvero, non ti percepisce, e tu non percepisci lui, allora ti senti sola, abbandonata, e smetti quasi di vivere. In fondo, cos'è la vita? Un regalo immenso, che quasi sempre sprechiamo con i nostri pregiudizi, le nostre ansie e i nostri capricci. Crediamo di meritare tutto e quando questo tutto non arriva, cadiamo a terra a pezzi, nascondendoci anche dalla nostra stessa ombra. E nel frattempo il tempo passa, le ore scorrono e i giorni si susseguono, ma il nostro tempo si ferma - quasi come se non fosse mai partito davvero.
Il finale di questo libro mi ha lasciata con un nodo in gola, nel petto, nello stomaco e dovunque. Con il terrore di guardarmi intorno e, in particolare, di guardarmi allo specchio e di pensare che, forse, non sto vivendo davvero. O che magari lo sto facendo senza accorgermene del tutto.

E' un libro spietato, che riesce a non farti sentire solo ma che, nel frattempo, ti fa dubitare di te stesso e di chi ti sta intorno. In particolare mi ha colpito la sincerità della protagonista, la quale, nonostante tutto, non dice mai di essersi pentita di aver conosciuto quel gruppo,  anche dopo quello che le hanno fatto provare (solitudine, incertezza...). E che, anzi, a volte, quelle persone ancora le mancano.

8 commenti:

  1. Ciao! Questo romanzo è uscito da un po' e mi ha sempre attirato...quest'estate potrei leggerlo anche io!

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    1. Se dovessi leggerlo sono molto curiosa di sapere cosa ne penserai.

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  2. Una bellissima recensione, mi ispira sin da quando l'ho visto la prima volta ma non ci ho ancora messo le mani sopra. >.<

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    1. Grazie mille! A me lo ha regalato tempo fa il mio ragazzo e finalmente ho avuto modo di leggerlo. Nel caso, spero possa piacerti!

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  3. Ciao, bella recensione!Voglio leggere questo libro da un po', spero di riuscire a recuperarlo presto!

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    1. Mille grazie!
      Pensavo di essere praticamente l'unica a non averlo ancora letto, invece ci sono ancora parecchie persone. Te lo consiglio, spero ti piaccia e che ti dia molti spunti di riflessione.

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  4. Complimenti per la recensione! Questo romanzo lo punto da quando è uscito, anche perché me l'aveva consigliato un libraio di fiducia, ma non sono ancora riuscita a metterci le mani sopra. Sono sempre più curiosa, però, quindi spero di riuscire a leggerlo presto! :)

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    1. Sono davvero contenta che ti sia piaciuta! Spero anch'io che tu possa leggerlo quanto prima, in quanto riesce ad aprire gli occhi a chiunque sul mondo che ci circonda.

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