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martedì 5 settembre 2017

RECENSIONE: Carve the mark. I predestinati - Veronica Roth


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SINOSSI:

In una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di influenzarne il futuro. CYRA è la sorella del brutale tiranno che regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello per torturare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un'arma nelle mani del tiranno. Lei è molto più di questo. Molto più di quanto lui possa immaginare. AKOS è il figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe. Ha un animo generoso e nutre una lealtà assoluta nei confronti della famiglia. Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l'unico suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che costi. Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l'un l'altro. Carve the Mark - I predestinati è un racconto sul potere, l'amicizia e l'amore in una galassia carica di doni inaspettati.
La storia narra delle vicende di Akos e di Cyra, due protagonisti agli antipodi che conosceremo attraverso i loro punti di vista che si alternano di capitolo in capitolo.
Akos è un cittadino di Thuvhe, mentre Cyra è una cittadina di Shotet, due nazioni in conflitto tra loro da anni, le quali vogliono prevalere sull'altra in quanto si trovano sullo stesso pianeta - Thuvhe, per l'appunto. Per una serie di vicende, questi due personaggi andranno a scontrarsi e a conoscersi pagina dopo pagina, in un miscuglio di sentimenti che vanno dall'odio all'amicizia all'amore.
Incontreremo questi due ragazzi dalla loro tenera età e seguiremo quindi il loro percorso di vita, crescendo e maturando con loro.

La prima cosa che si nota è l'evoluzione della scrittura dell'autrice. Infatti Veronica Roth dal suo successo con Divergent è maturata moltissimo, e ha dimostrato questa maturazione sin dalle prime righe.
Cominciando dai nomi dei personaggi, molto inusuali quali Cyra o Akos e anche con le idee dell'ambientazione e gli oggetti. E' stato tutto studiato fin nel minimo dettaglio, proprio come le parole per descrivere delle cose molto ovvie (pensiamo agli anni che vengono chiamati stagioni). Ho adorato l'idea del donocorrente, ovvero di una speciale abilità che contraddistingue ogni persona su Thuvhe, quali possono essere l'immunità al dolore, il potere di maneggiare l'elettricità, di uccidere con un tocco, di aprire le serrature, e così via.. Un'altra idea molto interessante è stata quella del fato, una caratteristica che non è destinata a tutti, ma solo a coloro che hanno uno scopo nella loro vita, i predestinati. 

All'inizio devo ammettere che mi sono ritrovata un po' spaesata proprio per questo cambiamento così radicale del modo di scrivere, portandomi quindi a sentirmi disorientata e facendomi andare a fatica dietro la narrazione. Dopo un paio di pagine, però, devo ammettere che mi sono ripresa e mi sono subito affezionata al personaggio che ci viene presentato inizialmente: Akos.
Akos è un ragazzo dolce, molto timido e che arrossisce molto spesso, soprattutto quando si trova al centro dell'attenzione. Durante il corso della storia questo personaggio crescerà moltissimo, sia fisicamente che mentalmente. Avrà più controllo e più fiducia in se stesso, potendosi fidare solamente di lui e di nessun altro per riuscire ad affrontare la dura sfida che la vita gli ha posto.
Nei capitoli alterni, invece, conosceremo Cyra, una ragazza benestante - proprio come Akos - che vive nella città di Shotet, figlia di coloro che la governano. Anche lei subirà un forte cambiamento, in particolare nel suo modo di pensare: da codarda riuscirà a reagire alle ingiustizie che sta subendo, aiutando, oltre che se stessa, molte persone che la circondano. 
Il destino di questi due personaggi si incrocerà in maniera abbastanza brusca e la loro storia verrà ovviamente contornata da moltissimi altri da personaggi secondari che però otterranno anche un ruolo centrale in diverse occasioni. 
E' davvero molto bello guardare i due punti di vista e notare come essi siano totalmente opposti, e ho apprezzato che l'autrice abbia portato fino alla fine quest'idea, senza diventare mai incoerente con la sua scelta. Vediamo, infatti, Akos sensibile a livelli massimo; mentre Cyra molto indifferente di quello che le succede intorno. 

L'idea di questa autrice è nata da quando aveva dodici anni e, con il tempo, ella è riuscito a maturarla e a trascriverla dopo tanti anni. Sono davvero felice del cambiamento che ha subito, in quanto Divergent è stata una delle prime trilogie che ho amato e che mi ha avvicinata alla lettura e alla lettrice che sono oggi. 
Ottima impressione su questo primo volume di quella che sarà una duologia - la quale spero continui per questa strada, in modo avvincente ed appassionante. 

20 commenti:

  1. Sinceramente non mi ispira più di tanto...

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  2. La copertina è qualcosa di magnifico

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  3. La trama e tutto il resto sono molto interessanti, ma non sono riuscita a provare empatia per nessuno dei personaggi. Per me è stato un grande no questo libro. Chiaramente leggerò anche il secondo libro quando uscirà, spero di potermi ricredere ;)
    Buona domenica xoxo

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    1. Mi spiace davvero un sacco, spero che, nel caso, il secondo possa piacerti molto di più!

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