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sabato 24 giugno 2017

RECENSIONE: Legione. River - Simona Colombo


SINOSSI:
La Legione Segreta è un’organizzazione mondiale che da migliaia di anni indaga su misteri naturali e soprannaturali. I suoi membri sono scienziati, artisti, inventori, persone con doti speciali disposte a lasciare una vita convenzionale per lavorare nell’ombra. Diventare un legionario può essere un privilegio o una condanna. Questa è la storia di River che scopre la Legione Segreta quasi per errore. È la storia della sua missione più importante e pericolosa che coinvolgerà la sua famiglia, il suo migliore amico e legionari vissuti in epoche passate. 1883 - Cinque membri della Legione Segreta sono in missione nella leggendaria città di Kenorah, sperduta nel deserto australiano. Scompaiono insieme all'intero altopiano su cui è costruita. 1993 - Africa centrale. Il diciottenne River Peacock resta, suo malgrado, coinvolto in un esperimento sui viaggi nel tempo. Suo padre, legionario a capo del progetto, è costretto a rivelargli l'esistenza dell’organizzazione e portarlo con sé. 2013 - River ha lasciato la Legione da dodici anni e vive con la figlia Maya in una casa di pietra. Un giorno riceve la visita di un legionario che lo informa del ritrovamento del diario di Garrard, uno degli uomini scomparsi durante la spedizione a Kenorah. River scopre, così, che il suo nome compare su pagine scritte centotrenta anni prima.

River è il protagonista di questo primo capitolo della quadrilogia composta da libri autoconclusivi di Simona Colombo, un'autrice italiana validissima e, sfortunatamente, poco conosciuta. Lessi già il terzo volume di questa serie, in quanto lo vinsi in un giveaway un po' di tempo fa (se vi va di conoscere il mio parere, vi linko qui la recensione).
Se dovessi fare un confronto tra i due titoli, devo ammettere che Susanna ha un ritmo più incalzante e la storia risulta più avventurosa - a mio parere. Lo stile dell'autrice, però, è sempre sublime e ipnotizzante. Ma analizziamo nel dettaglio questo volume.

Ci ritroviamo di fronte a tre epoche lontane e diverse tra loro ma che riusciranno a collegarsi portandoci verso il finale. Un finale mozzafiato e che, devo confessare, mi ha anche commossa moltissimo. La prima metà del libro l'ho trovata molto introduttiva, mentre nella seconda metà il ritmo diventa molto più movimentata (in particolar mondo nelle ultime pagine, dove le mie emozioni si dividevano fra l'ansia e la paura, tanto che avevo voglia di saltare righi non per noia, bensì per sapere cosa sarebbe successo alla fine).
Ho incontrato finalmente River, che veniva citato nel terzo volume, e la sua famiglia composta da Aurora e Maya e ho approfondito la figura di Tim, il migliore amico di River. Veniamo a conoscenza di come River viene a conoscenza della Legione e lo seguiremo durante il suo percorso in essa.
Egli, infatti, dopo sei anni della sua avventura, deciderà di abbandonare la Legione, insieme a Tim e alla sua fidanzata Aurora, per motivi che verranno poi spiegati nel corso della storia.
Ho apprezzato moltissimo la figura di Maya che, pur essendo molto piccola, si dimostra già davvero intelligente e con un grande cuore, penso proprio che sarebbe perfetta per la Legione!

Una delle tante capacità dell'autrice è quella di rendere ogni personaggio reale, vivo. Leggevo e provavo le loro emozioni, la loro rabbia, il loro dolore, la loro felicità. È una delle cose che preferisco della Colombo, la capacità di rendere ogni dettaglio reale. È una lettura perfetta per chi vuole scappare dalla realtà.
Il modo di narrare dell'autrice, inoltre, permette al lettore di introdursi a capofitto nella storia, facendo in modo che questo pensi di osservare la scena di un film che lo appassiona. Vi cito qui un esempio per darvi un'idea:
Quando tutto finì, inaspettatamente come era cominciato, per prima cosa ci fu silenzio, come se qualcuno avesse deontologia l'audio del mondo. Non si sentivano voci, né passi, né motori, né versi di animali. Silenzio totale.
In questa parte di narrazione nei miei occhi è apparsa davvero la scena delle persone che in silenzio cercavano di capire cosa fosse successo. Tutta la storia avviene quasi come stessimo guardando un film, proprio grazie alla scrittura molto scorrevole ma ricca di dettagli. E, parlando di questi ultimi, così come scrissi nella recensione di Susanna, la Colombo non lascia niente al caso, e ogni piccolo dettaglio che viene lasciato tra le parole è utile per il corso della storia, e noi, come in una caccia al tesoro, li cerchiamo con attenzione per arrivare alla risposta finale. Quest'ultima, in realtà, non sarà ovviamente completa, anche perché, pur trattandosi di libri autoconclusivi, fanno pur sempre parte della stessa serie.
Anche le ambientazioni sono ben descritte, in particolar modo ho adorato la parte sul Gufo - essendo in un periodo estivo, mi ha davvero fatto venire voglia di mare e sole.

Sono davvero curiosa di continuare la serie e non vedo l'ora di leggere sul personaggio che più ho adorato nel terzo volume, ovvero Gabriel (che, sfortunatamente, è anche il libro più piccino). Inoltre, mi sono resa conto che le edizioni sono cambiate graficamente, in quanto adesso non c'è un disegno che copre tutta la copertina, bensì una parte di disegno avanti e poi tutta la copertina dello stesso colore. In realtà non so quale preferisco, ma sicuramente è una scelta molto adatta per la storia della Legione che, in fin dei conti, è molto misteriosa e, soprattutto, pericolosa.

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