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domenica 18 giugno 2017

LIBRI USATI: salvezza o dannazione?

Avendo letto il post davvero illuminante pubblicato Clarissa sul suo blog, che vi lascio qui e che vi invito caldamente a leggere, che parlava dei libri usati e di come qualcuno pensi che questi possano essere considerati come "scarti", dannazione per l'editoria, mi sono interessata maggiormente all'argomento, e ho iniziato a pormi nuove domande e a darmi molte risposte, che oggi vorrei condividere con voi.
Ho scoperto il mondo dei libri usati da qualche anno, prima di ciò, odiavo ogni libro che avesse una sottolineatura, un graffio sulla copertina o anche delle pagine ingiallite. Per questioni economiche, sono stata quasi costretta ad avvicinarmi a questo mondo, proprio per poter portare avanti la mia passione, il mio bisogno di leggere. E adesso non posso più farne a meno.
Vorrei iniziare provando a farvi capire cosa mi comunicano i libri usati in quanto tali: penso che, quando si ha un libro già letto tra le mani, si percepisce il calore che emana in maniera più decisa e più forte rispetto ad un libro acquistato in una libreria, questo perché, già il semplice odore delle pagine anticate, magari con qualche macchia ingiallita, danno modo di immedesimarsi nella storia ancor prima di leggerla; inoltre si prova un'emozione unica quando in un libro si trovano segnalibri, cartoline - una volta ho trovato anche una foto! Cosa alquanto impossibile in un libro nuovo. E, anche se li preferisco in condizioni decenti in fatto estetico, è anche interessante vedere, se un libro è sottolineato o scritto, le emozioni che esso ha comunicato al lettore precedente - vi basti pensare che posseggo una copia di Faust, di Goethe, utilizzata come libro scolastico, quindi con annotazioni e pensieri (e comunque il libro è tenuto in ottime condizioni: ha anche una copertura fuori per proteggere la copertina). Quindi, in sostanza, uno dei fattori positivi dei libri usati è ciò che riescono a trasmettere. E poi, ammettiamolo, i libri usati hanno un fascino sublime, che riesce ad attirare chiunque.

Un altro fattore positivo è, e anche cosa più importante, il prezzo: entrare in una libreria dell'usato permette a colui che acquista di uscire con un bottino molto più sostanzioso rispetto ad una libreria famosa, magari anche con lo stesso prezzo. Se ci pensate bene, infatti, al giorno d'oggi anche i libri hanno un prezzo molto elevato, e ciò blocca molti lettori (e fa in modo che non si possano
"sviluppare" nuovi lettori). Questo quindi porta alla quasi estinzione, se così possiamo definirla, dei lettori, o ad un dimezzamento. Se abbiamo un badget di una ventina di euro, in una delle famosi catene di librerie (quali Feltrinelli, Mondadori, Giunti, ecc.), riusciremo ad acquistare uno, massimo due libri - se li troviamo entrami a dieci euro, mentre in una libreria dell'usato, solitamente, riesco ad acquistare circa una decina di libri con lo stesso prezzo.
Ciò, quindi, mi porta a pensare: meglio un indebolimento dell'editoria (per quanto questa cosa possa essere veritiera), o l'estinzione dei lettori? 

Ovviamente, penso che l'acquisto di libri usati non porti ad un annullamento totale dell'acquisto di libri nuovi di zecca. Poiché, ovviamente, ci sono anche degli aspetti negativi per gli usati. Pensiamo infatti ad una nuova uscita che ci preme leggere, non potremmo mai acquistarla usata o a metà prezzo nel giro di poco tempo, e ciò, quindi, ci porta ad entrare in libreria ed acquistare quel determinato titolo. Oppure si può desiderare un titolo che si trova solo in libreria - o magari solo online, ma ciò può portare a truffe varie (se pensiamo ai siti poco conosciuti o ai gruppi di facebook), e anche in questo caso lo acquistiamo nuovo.
Che poi, se ci pensate (e ciò che sto per dirvi l'ho anche condiviso nel commento del post di Clarissa), i libri usati non sono altro che un ri-uso dei libri nuovi, e questi ultimi sono, ovviamente, stati acquistati in grandi librerie. Ciò ci porta, quindi, alla conclusione che è tutto un cerchio perfetto, un ciclo continuo, dove persona X acquista un libro, lo legge e, nel caso non dovesse piacergli lo rivende, usato. E così via.

In realtà ci sarebbe ancora moltissimo da dire, da chiedere e da rispondere, ma ci vorrebbe davvero tanto tempo e tanta voglia di leggere il post, quindi concludo qui.
Ciò che, in definitiva, vi chiedo, è: cosa ne pensate dei libri usati? Li acquistate o li evitate per paura che l'editoria possa fallire - o anche magari perché odiate i libri un po' usurati? Preferite comprare poco e raramente, o tanto e in poco tempo?
Vi aspetto, come sempre, nei commenti.



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