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lunedì 16 gennaio 2017

RECENSIONE: Il miniaturista - Jessie Burton.

TRAMA
Edizione: brossurata
EUR: 18.00
Pagine: 439
Editore: Bompiani
In un giorno d’autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman − Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma – bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell’illustre mercante Johannes Brandt. Ma l’accoglienza è tutt’altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell’insegnamento della mamma (“Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio”), lui la respinge.
L’unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d’animo e si rivolge all’unico miniaturista che trova ad Amsterdam. E proprio il miniaturista sembra custodire i segreti della famiglia Brandt che, inesorabilmente, mentre la casa in miniatura si va completando, si squadernano davanti agli occhi della giovane Nella.

RECENSIONE
Il miniaturista tratta di molti temi, tutti in modo reale e in un certo senso quasi crudele. Temi che - fortunatamente - al giorno d'oggi sono visti in un modo totalmente diverso.
Ci troviamo infatti ad Amsterdam, nel 1686. Una città in cui i fiorini (i soldi) valgono più delle persone stesse, dove anche il silenzio si compra.

All'inizio del romanzo vedremo Petronella, soprannominata Nella, varcare la soglia di casa di suo marito, il ricco mercante Johannes Brandt, anche se non sarà lui ad accoglierla nella nuova dimora, bensì sua sorella, Marin Brandt, una donna immersa in un alone di mistero, la quale già all'inizio creerà un distacco con Nella, facendole ben capire la sua posizione in quella casa.
Nella si sentirà spaesata, molto fuori posto, rimpiangendo spesso la sua vecchia casa e vagando coi ricordi alle belle giornate passate con i fratelli, chiedendosi come tutto sia potuto cambiare così presto. Ciò che Nella però non sa, è che in quella casa si nasconde un segreto, che lo stipetto - regalatole dal marito come regalo di nozze - cercherà di farle scoprire. O meglio, il miniaturista.
Inizieranno all'improvviso ad accadere fatti strani, sconvolgendo totalmente la vita di Nella e quella della casa in cui abita. Verranno a galla molti segreti, molti dei quali sarebbero dovuti rimanere tali. E la vita di Nella cambierà, ancora una volta, ancora improvvisamente.
Si troverà più sola che mai, anche se con un piccolo aiuto da parte della serva della casa, l'unica amica che possiede in quella città troppo grande per lei.

Nel frattempo, il miniaturista continuerà a farla impazzire, inviandole pezzi non richiesti, cambiando alcune delle cose delle miniature inviate. Tutto per darle degli indizi, per darle un aiuto.
Nella confiderà in questo personaggio, si dannerà per quelle miniature, farà di tutto pur di ricevere delle risposte, addirittura si piazzerà dinanzi casa sua e aspetterà, pur di vederla uscire. Ma tutto sarà inutile. Perché il miniaturista c'è, e vede tutti. Ma nessuno riesce a vedere lui.

E' un romanzo avvincente, che per la prima metà è abbastanza noioso, molto lineare, infatti ci saranno solo i vari pensieri di Nella e del suo spaesamento ad Amsterdam e in quella casa. Vedremo poche volte la figura di Johannes Brandt, conoscendolo meglio solo nella seconda metà. Ci saranno poche scene interessanti, una in particolare sarà quella della cena in cui Nella parteciperà con suo marito.
Nella seconda metà, invece, il ritmo diventa più incalzante, la scrittura diventa ancora più scorrevole, e le pagine volano via come se ci fosse troppo vento. Si lascia l'atmosfera di mistero, cupa e fredda che avevamo all'inizio, e troveremo una malvagia, anche se un po' più accogliente.


Consigliato a chi non ama i romanzi d'azione, per chi è convinto che ogni uomo non è mai ciò che dimostra, ma cambia in base alle necessità.

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